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DOI 10.1721/3442.34314 Scarica il PDF (31,3 kb)
GIFAC 2020;34(3):157



Per Stefano Bianchi, amico e collega

Abbiamo appreso con dolore della prematura scomparsa di Stefano Bianchi e abbiamo pensato, che raccogliere alcune testimonianze sarebbe stata la maniera più corretta per onorare la sua memoria. In ciascuna di esse, pur nella diversità degli “incontri”, c’è un filo conduttore: quello dell’onestà della lealtà, della grande preparazione scientifica e della capacità di essere riferimento per i colleghi di ogni età.

“I have a question”: così ho conosciuto Stefano 9 anni fa, a Pittsburg, per il primo programma di “Exchange” promosso da SIFO. E mi sembra che queste 4 parole lo descrivano bene: Stefano sempre in “movimento”, non solo fisico (amava correre e fare passeggiate), ma alla costante ricerca di come migliorarsi come professionista della salute e come persona. E lo connotano bene anche caratterialmente: persona riservata, di poche, ma “buone” parole, mai invadente; Stefano non ha mai ostentato la sua competenza, ha sempre puntato all’essenza, anche nell’amicizia, silenziosa e presente. La passione per il suo lavoro la leggevi negli occhi, e dietro la sua aria “seria” si celava una buona dose di quel sano umorismo, che salva l’uomo nei momenti di difficoltà e che mi ha aiutato a “saltare il fosso” quando stavo lì ferma sul bordo del fossato non volendo tornare indietro ma non trovando il coraggio di compiere il balzo.
Daniela Scala

Ho conosciuto Stefano e subito siamo entrati in sintonia, diventando prezioso, come responsabile del comitato scientifico ricerca SIFO, come coordinatore dell’area scientifica di psichiatria e poi come referente dell’università. I 4 anni al comitato scientifico con Stefano sono stati indimenticabili sia professionalmente che personalmente. Nella sua riservatezza riusciva a farti sentire la sua vicinanza, era sempre disponibile e affidabile per un consiglio, per una collaborazione scientifica; era un punto di riferimento, sempre un passo avanti nel lavoro e sempre con il pensiero alla sua famiglia. Mi mancheranno la sua intelligenza, il suo sorriso sornione, i suoi messaggi sintetici. Non ho mai conosciuto una persona così corretta, seria, preparata e brillante. La sua dipartita è stata una grande perdita per la sua famiglia, per i suoi amici e per la società scientifica. Grazie per avermi dato il privilegio della tua preziosa amicizia.
Piera Polidori

Stefano era una persona con una gran voglia di vivere, una persona corretta e onesta, una persona che ti era sempre vicina nei momenti di difficoltà con il suo incredibile ottimismo “dai, non preoccuparti che ci pensiamo” e alla fine aveva sempre ragione lui. Amava il suo lavoro, che ha svolto con grande interesse e dedizione. Era di poche parole ma pur nella riservatezza traspariva tutto l’entusiasmo e la gioia per aver incontrato durante il cammino tante persone che nel tempo gli sono diventate care e che a loro volta gli hanno voluto e gli vorranno per sempre tantissimo bene.
Silvia Adami

Poche parole le mie: un progetto comune, insieme con Alessia Pisterna e Stefano Bianchi, per il bene dei nostri giovani specializzandi. Era un collega schivo, un gentleman, un professionista che non si è mai arreso di fronte alle difficoltà del nostro lavoro, che ha puntato alla correttezza, al rispetto e alla cultura. Che ci sia d’esempio …
Titti Faggiano

Ho conosciuto Stefano Bianchi tra i banchi di Ferrara, agli inizi della mia carriera. Mi colpì la sua dedizione alla professione, che trasmetteva a noi discenti con serietà, passionalità raffinata e viva intelligenza. La perdita repentina di una tanto stimata persona colpisce tutti, non solo la nostra Società Scientifica. Sono certa che Stefano Bianchi rivivrà in coloro nei quali aveva messo radici.
Maria Vittoria Lacaita

Io ricordo in questi momenti solo la parte goliardica di un’amicizia scandita da tre lustri. Lui era l’enciclopedia dal punto di vista delle conoscenze ma non te lo faceva mai pesare.
Mauro Mancini

Stefano caro, un vuoto immenso circonda ciò che mi lega al tuo ricordo. Mi rendo conto di quanto prezioso sia stato conoscerti e poter collaborare con te, collega discreto e sempre presente, con un sorriso di incoraggiamento anche nei momenti più difficili. Grazie per le telefonate delle 7.30 quando, con rapidi scambi di parole, riuscivamo a condividere modi e azioni per la nostra attività di Farmacisti. Grazie per le lunghe telefonate serali con Titti a parlare dei nostri ragazzi della Scuola di Specializzazione, sempre alla ricerca di nuovi spunti e di un Futuro da Specializzandi al pari dei colleghi delle Scuole di Medicina. Lo sapevo, ma solo ora mi rendo conto della grande perdita che la tua prematura e rapida partenza ci costringe ad affrontare. Ci mancherai ragazzo!
Alessia Pisterna
Il Pensiero Scientifico Editore
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