Area Abbonati
LoginPassword
DOI 10.1721/1092.12007 
GIFAC 2010;24(2):67-75





Per visualizzare il testo completo effettuare l'accesso


Il ruolo del farmacista in un progetto di educazione terapeutica al paziente iperteso

A cura di Daniela Scala, Maria D'Avino, Santolo Cozzolino, Rossella Foglia Manzillo, Fabiana Mazzoccola, Giuseppe Caruso, Domenico Caruso

RIASSUNTO: Il Working Group per l’Ipertensione Arteriosa dell’A.O. Cardarelli di Napoli ha realizzato un progetto di educazione terapeutica «Dieciannidivitainpiù» il cui obiettivo è ridurre i valori pressori attraverso una modifica dello stile di vita e una maggiore aderenza al trattamento
farmacologico. Materiali e metodi. Sono stati inclusi 232 pazienti, 112 randomizzati come gruppo Intervento (I) e 120 come gruppo Controllo (C). Per valutare lo stile di vita è stato redatto un questionario a 10 domande a risposta multipla cui è stato affiancato lo Short Form Health Survey (SF- 36). I pazienti hanno compilato i questionari al tempo iniziale e dopo un
anno. I due gruppi hanno partecipato rispettivamente a tre incontri (intervento) e tre follow-up (controllo) a 2,4,9 mesi dall'inizio dello studio. I questionari, i dati clinici e di laboratorio e la terapia farmacologica sono stati raccolti per entrambi i gruppi al tempo = 0 (prima visita) e a 1 anno. Il programma SPSS versione 15.0 è stato usato per l’analisi statistica.

Risultati. Dopo un anno è stata registrata una diminuzione statisticamente significativa (p<0.001) dei valori pressori in entrambi i gruppi. Nel gruppo I il 28.6% dei pazienti ha ridotto la terapia, il 64,3% non la modifica e il 7,1% ha aumentato la terapia. Nel gruppo C il 15,8% dei pazienti ha ridotto la terapia, il 50,0% non la modifica e il 34,2% ha aumentato la terapia.
Si registra una riduzione della spesa per farmaci di 3,2 euro pro capite per mese nel gruppo I e un aumento della spesa di 1,8 euro pro capite per mese nel gruppo C. I questionari registrano un miglioramento statisticamente significativo per alcuni aspetti dello stile di vita in entrambi i gruppi mentre il SF-36 mostra valori leggermente migliori per un solo item nel gruppo I.

Conclusioni. Questi dati confermano la praticabilità di ricondurre ad una metodologia controllata programmi di intervento educativo da parte di un equipe in cui può essere importante il ruolo del farmacista.

Il Pensiero Scientifico Editore
Riproduzione e diritti riservati  |