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DOI 10.1721/1089.11977 
GIFAC 2011;25(4):517-526





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Osservatorio sulla prescrizione farmaceutica alla popolazione immigrata. Caratterizzazione di coorti e analisi della variabilità regionale

Margherita Andretta, Elisa Cinconze, Enrico Costa, Roberto Da Cas, Salvatore Geraci, Elisa Rossi, Gianni Tognoni, Giuseppe Traversa

RIASSUNTO: Le informazioni sulla condizione degli immigrati in Italia sono eterogenee e poco orientate a descriverne lo stato di salute. Il progetto «Osservatorio sulla prescrizione farmaceutica alla popolazione immigrata » mira a descrivere l’accesso al farmaco da parte della popolazione
immigrata presente in Italia, al fine di favorire lo sviluppo di politiche sanitarie coerenti con i bisogni di salute. Il presente lavoro si propone di caratterizzare tale popolazione, stratificandola nelle sottopolazioni che la compongono.

Materiale e Metodi. La popolazione di riferimento è rappresentata dagli assistibili delle ASL dell’Osservatorio ARNO–CINECA e delle ASL della Regione Umbria. La popolazione è stata suddivisa in cinque coorti definite sulla base del paese di nascita e della cittadinanza. Sono state raccolte le ricette SSN erogate nell’anno 2010 dalle farmacie territoriali.

Risultati. Nelle 6 Regioni esaminate gli immigrati costituiscono il 10,5% della popolazione: 6,9% immigrati da paesi a forte pressione migratoria (PFPM) nati all’estero, 1,2% immigrati PFPM nati in Italia, 0,4% immigrati da paesi a sviluppo avanzato (PSA) e 2,1% nuovi italiani. La loro presenza è molto differenziata a livello regionale, con un minimo nelle Regioni del
Sud e un massimo in Umbria. La distribuzione per età differisce tra le coorti: in particolare, gli immigrati PFPM nati in Italia sono per il 96,4% al di sotto dei 18 anni, mentre le altre coorti hanno una prevalenza di minori che varia dall’8 al 10%. Questo si ripercuote nella prevalenza d'uso di farmaci.

Discussione. La stratificazione ha permesso di evidenziare sottopopolazioni con caratteristiche profondamente diverse per età. Di questo si dovrà tenere conto nelle analisi, dato che l’età rappresenta uno dei principali predittori del consumo di farmaci. Tutte le eventuali differenze non spiegabili sulla base dell’indice di vecchiaia richiederanno una riflessione sulla reale possibilità per gli stranieri di accedere al farmaco e, più in generale,
ai servizi sanitari a causa di barriere linguistiche, culturali e sociali esistenti e in relazione alle politiche sanitarie adottate a livello locale.

Il Pensiero Scientifico Editore
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