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DOI 10.1721/1089.11971 
GIFAC 2011;25(4):483-493





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Studio retrospettivo sull'utilizzo di farmaci antipsicotici nel territorio dell'Azienda per i Servizi Sanitari n.1 "Triestina"

Stefano Palcic, Pietro Broussard, Aba Pettinelli, Tullio Giraldi, Elisabetta Martinis, Cristina Furian, Renata Bracco, Elisa Zanello, Antonino Riolo, Roberta Mezzina

RIASSUNTO: Lo studio, realizzato dall’ASS n.1 «Triestina» e dalla Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Ateneo triestino, si propone di rilevare le pratiche prescrittive degli antipsicotici nei servizi di salute mentale. Materiale e Metodi. È stata individuata una coorte di 587 soggetti, affetti da
schizofrenia (89%) o da sindrome bipolare (11%) in cura presso il Dipartimento di Salute Mentale, che hanno ricevuto almeno una prescrizione di uno o più farmaci antipsicotici nell’arco del 2008. Attraverso una scheda, predisposta per raccogliere le prescrizioni, si sono ricavati dati inerenti le terapie principali, le associazioni, gli effetti indesiderati, l’adesione al trattamento e gli switch prescrittivi per ciascun assistito, lungo un arco temporale dal 2001 al 2008.

Risultati. I dati ottenuti indicano una maggiore prescrizione degli antipsicotici di seconda generazione (56% del totale); il principio attivo più prescritto è l’aloperidolo. Il 68,4% delle prescrizioni di antipsicotici era associato con altri principi attivi di pertinenza neuropsichiatrica. L’effetto indesiderato più frequente ha riguardato i sintomi extrapiramidali
(38% del totale degli effetti avversi), seguiti da quelli metaboliciponderali, della sfera endocrino-sessuale e dalla sedazione. I dati relativi alla compliance hanno evidenziato che il 75,7% degli assistiti aveva assunto regolarmente la terapia prescritta. Nel 53,2% delle prescrizioni di antipsicotici si è registrato uno switch terapeutico. Nei casi di inefficacia del trattamento (persistenza di sintomi psicotici nonostante l’assunzione costante nel tempo del farmaco) valutata clinicamente dal prescrittore in funzione degli obiettivi terapeutici prefissati, il principio attivo con il maggior numero di variazioni è risultato essere il risperidone seguito dalla quetiapina (p=0,042).

Conclusioni. Questo studio ha permesso di evidenziare alcuni elementi di criticità come il ricorso all’associazione fra due antipsicotici tipici (24,1%) e fra antipsicotici tipici ed atipici (23,8%). Appare invece significativa l’elevata adesione al trattamento che potrebbe
essere correlato alla specifica organizzazione dei Servizi di Salute Mentale di Trieste che si connotano per un modello d'intervento incentrato sulla continuità del trattamento, per l’ospitalità nei Centri di Salute Mentale aperti 24 ore e per l’assistenza e cura nei luoghi di vita delle persone.

Il Pensiero Scientifico Editore
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